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Dispositivi IoT e cyberattacchi: i consigli per difendersi

La diffusione dell’Internet of Things (IoT) sembra ormai inarrestabile, in Italia così come nel resto del mondo. I “dispositivi intelligenti” vengono installati non solo nelle case, le cosiddette “smart home” – preferite da molti per risparmiare e perché contrastano l’inquinamento – ma anche in uffici e spazi pubblici. 

Cosa sono i dispositivi IoT? Si tratta di strumenti in grado di ricevere e trasferire i dati su reti wireless, permettendo così l’interazione tra più sistemi e il monitoraggio dell’ambiente. 

Tuttavia, ci sono delle insidie nascoste in questi sistemi che possono avere serie ripercussioni. Ecco quali sono e come difendersi al meglio.

La crescita del settore e i rischi associati

Nel 2021 si è registrata una crescita del mercato del +22% rispetto al 2020. Il settore ha raggiunto i 7,3 miliardi di euro, al di sopra dei livelli pre-Covid (nel 2019 valeva 6,2 miliardi di euro). 

In Italia, i dispositivi connessi attivi sono ben 110 milioni, poco più di 1,8 per ciascun abitante. Riguardo ai cellulari, a fine 2021 si registrano 37 milioni di connessioni IoT (+9% rispetto al 2020), mentre per quanto riguarda le connessioni stabilite da altre tecnologie di comunicazione, se ne contano 74 milioni (+25%). 

Al pari degli evidenti vantaggi di questi sistemi, però, esistono anche diverse minacce. Nel 2016 in Finlandia, per esempio, un attacco informatico ha permesso agli hacker di prendere controllo del sistema di riscaldamento centralizzato di una città intera, bloccandolo e costringendo la popolazione a temperature estreme. 

O ancora, degli hacker sono riusciti ad infiltrarsi nel sistema di un casinò attraverso… un termometro smart da acquario. Neanche le auto smart sono al sicuro da questi pericoli: sembra sia estremamente facile prendere il controllo del sistema interno di un’auto, sebbene senza compromettere le funzioni di guida.

Alcune soluzioni pratiche per prevenire gli attacchi

Con l’aumento della diffusione dei sistemi IoT all’interno di case, spazi pubblici e uffici, sta diventando sempre più importante prevenire i rischi. Di seguito alcune semplici abitudini che possono limitare i pericoli di hackeraggio: 

  • la formazione del personale è il primo passo da attuare per tutelare le aziende. Non è un caso che parallelamente allo sviluppo di queste tecnologie e all’aumento dei relativi rischi, stia crescendo anche la richiesta per queste posizioni. Acquisire le competenze necessarie è semplice: si può optare per un corso di sicurezza informatica online, che in breve tempo permette di acquisire tutte le basi necessarie;
  • utilizzare password uniche per ogni dispositivo. Queste devono essere di almeno otto caratteri, e per essere davvero sicure devono contenere lettere, numeri e simboli;
  • cambiare le password delle reti wi-fi e dei router ciclicamente. Questo renderà la vita degli hacker più difficile, riducendo di gran lunga il rischio di furto di dati sensibili;
  • riavviare i dispositivi almeno settimanalmente. Questo aiuterà i dispositivi a rimanere “giovani”, poiché i sistemi, in seguito al riavvio, vengono ripristinati alle proprie condizioni iniziali;

utilizzare l’autenticazione a due fattori, che attraverso la verifica di un codice monouso, rende molto più sicuri gli accessi.

 

La redazione

Categorized: TECNOLOGIA
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