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La tecnologia al femminile: le donne che hanno scritto la storia

Al giorno d’oggi è quasi impossibile pensare di rinunciare alla tecnologia nello svolgimento delle più normali e usuali attività quotidiane. Che si tratti di fare sport o di divertirsi e capire come giocare al casino online in totale sicurezza, ma anche di prenotare un viaggio, dialogare con un servizio di assicurazioni e molto altro ancora, il web ha cambiato le nostre vite. E gli smartphone, ovviamente, ancora di più.

Alzi la mano chi, qualche decennio fa avrebbe mai immaginato uno sviluppo del genere della tecnologia, che ha un ruolo sempre più marcato nella vita di tutti i giorni. Ebbene, anche se qualcuno potrebbe pensare ancora che robotica, programmazione e coding siano argomenti riservati unicamente agli uomini, in realtà dovrebbe fare mea culpa e ricredersi dato che ormai le quote rose hanno raggiunto qualsiasi settore.

Florence Parpart e Josephine Cochraine

Diamo un’occhiata a quelle donne che hanno fatto delle scoperte così importanti da risultare estremamente innovative, che sono diventate fonte di ispirazione anche per tanti altri progetti e un esempio per tutti, come è avvenuto anche con il progetto Girlstech sostenuto da MediaWorld, iniziativa pe la promozione delle parità di genere.

Non si può che cominciare con Florence Parpart, visto che è stata lei a brevettare, nel lontano 1914, il primo frigorifero dell’era moderna. Una novità che ha permesso sostanzialmente di mandare in pensione la ghiacciaia che si usava fino a quel momento, anche se chiaramente, all’epoca, il frigorifero era una comodità che si potevano permettere solo quelle famiglie che avevano la corrente elettrica entro le mura domestiche.

Anche Josephine Cochrane inventò qualcosa di estremamente utile nelle faccende domestiche, spinta a tal punto dalla volontà di ideare un dispositivo che potesse lavare i piatti al posto suo. In men che non si dica, la signora Cochrane realizzò dei compartimenti filo, realizzati appositamente per i piatti, inserendo i diversi vani all’interno di una ruota che venne collocata in una caldaia di rame.

Il primo brevetto e l’installazione in casa di Josephine Cochrane avvenne nel lontanissimo 28 dicembre 1886. Un’idea geniale, che fece rimanere a bocca aperta tutte le amiche della signora Cochrane, che ne rimasero a tal punto stupite da ribattezzarla lavastoviglie Cochrane. Sette anni più tardi, nel 1893, la prima lavastoviglie permise a Josephine di mettere le mani sul primo premio al World’s Columbian Exposition che si svolgeva a Chicago.

Ada Lovelace e Grace Hopper

Un’altra grande donna legata al mondo delle invenzioni e delle scoperte è sicuramente Ada Lovelace, che viene tante volte ricordata come colei che diede i natali al pc come lo intendiamo al giorno d’oggi, nonché la prima programmatrice di pc in tutto il pianeta.

Ada è stata la figlia dell’ancora più noto Lord Byron. Della sua educazione, però, se ne occupò la madre, che ci mise grande impegno per trasmettere ad Ada il sapere della matematica. Le lezioni si rivelarono a tal punto proficue che la Lovelace diede un contributo molto importante nell’invenzione di Charles Babbage in relazione alla macchina analitica, ovvero il primo programma di tutti i tempi dell’informatica. Si trattava di un algoritmo che serviva a realizzare i numeri di Bernoulli.

Un’altra donna che ebbe un rapporto assolutamente straordinario con la matematica fu Grace Hopper. Studiosa di matematica, ma anche di informativa, nativa degli States, conobbe una grande fama per aver lavorato al primo computer lanciato in commercia dell’epoca moderna. Fu lei a dare un incredibile contributo realizzando il primo linguaggio di programmazione semplificato per gli utenti per tutte quelle attività di carattere commerciale, ovvero il COBOL.

E si deve sempre a Grace Hopper l’introduzione del termine “bug” nel parlare comune, con l’intento di fare riferimento a un malfunzionamento o un altro problema che aveva colpito il computer. Un’espressione che, al giorno d’oggi, è estremamente diffusa e utilizzata.

Barbara

Categorized: TECNOLOGIA
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La Chizzo

Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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