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MONEY MONSTER, il mostro denaro, ovvero: COSA HA VALORE PER TE?

George Clooney e Julia Roberts, diretti da Jodie Foster, tornano sugli schermi con un tema molto importante nella nostra società: l’altra faccia del denaro.

Ideato per rendere più agevole lo scambio di merci, il denaro è assurto, nei secoli, alla dimensione di un valore fondamentale ed essenziale, mentre è, e dovrebbe rimanere, unicamente un mezzo per ottenere dei beni materiali.

Il film racconta di investimenti finanziari che producono bancarotta e disperazione, costringendo il protagonista, un conduttore televisivo, a dover difendere la propria vita da un sequestratore angosciato dalle proprie perdite.

MoneyMonster LocandinaQuesto film è, sicuramente, un ottimo spunto di riflessione per interrogarci su quali siano i nostri veri valori, in questa società ormai dedita all’apparenza, al prestigio sociale, all’eccesso, tutte cose che solo il denaro può permettere.

Avendo completamente perso la connessione con qualcosa di più grande e di superiore, l’essere umano ha delegato al denaro il compito di procurargli quello che vuole ottenere. Non si tratta, come potrebbe sembrare, unicamente di popolarità, ma di bisogni profondi che non vengono riconosciuti come tali, ad esempio quello di rivalsa sui torti subiti, di sicurezza, di appartenenza, di riconoscimento ed approvazione; spesso anche quello di affetto ed amore, poiché milioni sono coloro che scelgono di “comprare”, in molti differenti modi, la vicinanza delle persone care.

La domanda più importante che possiamo porci, a questo riguardo, è proprio: “Qual è il valore che do a me stesso?”

Cercando una risposta, potremmo scoprire cose molto interessanti di noi, ad esempio che la nostra professione e quanto guadagniamo sono il parametro attraverso il quale ci definiamo. Quando ci troviamo in pericolo di vita, come accade al protagonista di questo film, siamo di colpo costretti a ribaltare tutto ciò a cui abbiamo dato valore, perché ci rendiamo conto che non serve a nulla in questo frangente, e che la nostra vita non ha prezzo.

La maggior parte dell’umanità, infatti, avendo dimenticato la preziosità e l’unicità della propria esistenza, arriva alla fine dei propri giorni colma di amarezza e di rancore, piena di rabbia e con un senso profondo di ingiustizia, come se l’aver creduto all’importanza di ciò che i media ci sottopongono quotidianamente fosse stata una gigantesca truffa ordita a proprio danno.

Nasciamo e veniamo educati a considerare “valore” il denaro e ciò che può comprare, ma mai nessuno ci insegna l’importanza del tempo trascorso con i nostri cari, la qualità delle relazioni che possiamo coltivare, la grandezza del talento che possiamo esprimere, la necessità di trovare il nostro scopo o la nostra missione in questa vita.

L’esempio che ci viene trasmesso è quello della necessità di lavorare, sempre di più e sempre più freneticamente, fino allo stress continuo, alla tensione quotidiana del dover passare le proprie giornate lontano dai propri figli, senza vederli crescere, in un luogo che non ci piace e danneggia la nostra salute, alimentandoci in modo veloce e malsano, compensando i nostri bisogni gratificandoci con acquisti inutili, per pagare le spese che servono a continuare a correre disperatamente come un criceto nella sua ruota, senza accorgerci di cosa stiamo gettando via.

Il “sistema” in cui viviamo funziona in questo modo, perché noi nasciamo, lavoriamo, acquistiamo più beni di consumo possibili, ci ammaliamo, ci curiamo e poi moriamo. La nostra vita è asservita al suo funzionamento, a meno che non ce ne rendiamo conto e riusciamo a sganciarci da una serie molto vasta di meccanismi che ci tengono legati.

Il condizionamento che abbiamo ricevuto è stato molto profondo, ci è stato trasmesso attraverso l’esempio di tutte le generazioni passate, ed attraverso la sofferenza ed il sacrificio compiuto dai nostri genitori, ai quali temiamo di mancare di lealtà e rispetto se ci liberiamo dallo stesso giogo.

Andare oltre non è facile, anche perché le promesse di libertà finanziaria ci legano comunque alla necessità di lavorare e produrre per poter condurre una vita più agiata.

La vera ricchezza è nascosta nel recuperare le cose davvero importanti per noi e rimetterle al primo posto nella nostra scala dei valori. Solo riconoscendo quali sono le nostre vere priorità potremo scardinare i meccanismi che ci tengono legati ad un giogo che può produrre solo infelicità.

La possibilità di un cambiamento forse c’è, ne parla Barbara in questo articolo.

Valeria Pisano

Leggi la seconda parte dell’articolo.

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