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Money Monster, il mostro denaro: debiti/crediti economici e dell’anima

La vicenda del protagonista di Money Monster suscita parecchie riflessioni, sia in ambito economico, che sociale, che personale, infatti avevamo affrontato la questione nel mio precedente articolo, e anche Chizzo oggi vi racconta il suo pensiero.

Per quanto mi riguarda la cosa più interessante è portare l’attenzione a tutte quelle volte in cui abbiamo agito dicendo: “Io penso per me, gli altri si arrangino!”.

Se sei parte attiva di un sistema che danneggia le persone, stai danneggiando anche te stesso. E’ come quando qualcuno non si preoccupa di gettare i rifiuti per terra o di rovinare l’ambiente, e non si accorge che gli affetti dell’inquinamento terrestre danneggiano anche lui. Nuocendo ad un sistema che ti contiene rechi danno anche a te stesso, ma non solo: ti crei un debito!

L’Universo ha delle leggi raffinate e precise e quello che facciamo, nel bene o nel male, prima o poi, ritorna indietro. Quello che vale a livello economico, vale anche a livello cosmico: se crei un debito, un giorno qualcuno o qualcosa ti chiederà di risarcirlo. E non potrai pagarlo con la moneta. E non potrai sottrarti al pagamento.

La vita, molto spesso, cerca di insegnarci la stessa lezione, ci propone più volte lo stesso problema, che contiene il medesimo insegnamento, perché riusciamo a migliorarci, ad andare oltre i nostri schemi.

Se non ascoltiamo i segnali o non comprendiamo la lezione, potremmo trovarci a rischiare la nostra stessa vita, come accade a George Clooney nel film.

Succede a chi si ammala gravemente, dopo aver ignorato tutti i piccoli sintomi quotidiani; a chi si ostina a lavorare in un posto che non gli piace, a chi si ciba unicamente di schifezze, a chi continua a sfuggire la propria responsabilità personale ed accusa o si lamenta degli altri. Prima o poi sei costretto a pagare il prezzo del tuo debito, e lo devi fare con tutta la fatica e la sofferenza che hai voluto evitare, probabilmente moltiplicata per cento.

Se accettiamo di saldare il nostro debito, senza più scuse né lamentele, possiamo avere un’altra possibilità e si tratterà sempre della stessa: mi assumo la responsabilità di ciò che ho fatto, di ciò che ho volutamente ignorato, di avere calpestato e ferito gli altri, di aver creato danni, e ne pago le conseguenze.

Facendo questo, con accresciuta consapevolezza, scegliamo un atteggiamento diverso, con il quale ci prendiamo la responsabilità delle nostre azioni, rendendoci conto delle conseguenze che andremo a creare.

Il tornaconto personale, a cui tutti sembrano abituati, tanto che il più furbo diventa un personaggio pubblico, mentre il “fesso” viene dimenticato o ridicolizzato, non tiene conto di parecchie variabili.

Recentemente ho scritto un post che parlava del fatto che, spesso, la vita ci costringe a saldare il debito che abbiamo contratto nel momento della nostra morte, o nel periodo precedente. Non ha molta importanza il fatto che i “furbi” sembrino spassarsela allegramente, perché accade, nel tempo, che subiscano d’un tratto lunghe e dolorose malattie, che perdano una persona cara, che si trovino a scendere la scala che hanno salito troppo velocemente, precipitando in un baratro.

Qualcuno afferra al volo l’occasione di rimettere ordine nella propria coscienza, e si accorge di poter fare qualcosa per rimediare, anche se resta poco tempo, anche se è tardi. Aiutare qualcuno in difficoltà serve a ripristinare le cose, per sé e per gli altri.

Quando facciamo del bene, senza ricevere nulla in cambio, senza usarlo come mezzo per farci pubblicità, possiamo creare un credito che valga per l’eternità.

Uno dei più bei consigli che io conosca è quello che ci suggerisce di lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato. La traccia del nostro passaggio su questo pianeta è data dal bene fatto, dall’amore diffuso a piene mani, dalla gentilezza coltivata con perseveranza.

Ci sono debiti e crediti monetari, e ci sono debiti e crediti dell’Anima. Abbiamo tutta la vita per decidere quali contano di più, per noi.

Valeria Pisano

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