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Quali sono i nomi dei FOLLETTI italiani dalla A alla Z?

Ci credereste che in Italia esiste un folletto (o una famiglia di folletti) per quasi tutte le lettere dell’alfabeto?

Eppure è così, tant’è che vi propongo un elenco di folletti italiani per l’appunto in ordine alfabetico!

Nomi folletti italiani

AUGURIELLO

È un folletto calabrese, con i piedini a forma di zoccolo di cavallo. Si comportava come una specie di gazza ladra: lo attiravano gli oggetti luccicanti, che rubava e nascondeva in una tana segreta.

BERBÉCH

Viveva a Bergamo e combinava un sacco di disastri insieme agli inseparabili amici Malésen e Sblésen.

CHIUSINI

Conosciuti nella provincia di Siena, questi folletti si chiamano così perché facevano chiudere gli occhi ai bimbi che non volevano saperne di addormentarsi. Come ci riuscivano? È semplice: buttando negli occhi dei bambini capricciosi qualche granellino di sabbia.

DERSCIALET

Si aggirava di notte nei boschi alpini al confine con la Svizzera. Aveva il vizio di entrare nelle case e di accovacciarsi sulla pancia delle persone addormentate, provocando dei sogni angosciosi.

ESPRIT FOLLETT

Sono folletti valdostani, che, durante le bufere, liberavano le mucche dalle stalle e le facevano correre sotto la pioggia per portarle in un luogo inaccessibile. Al termine della bufera, le mucche tornavano a casa, dopo aver lasciato ai folletti il loro buon latte.

FAUNET

Vivevano nei boschi di tutta la penisola. Avevano le tipiche orecchie a punta e un ciuffo di capelli ribelli sulla fronte. Erano molto dispettosi, per cui, se si incontravano lungo un sentiero, conveniva far finta di non vederli e tirare dritto. L’indifferenza è sempre stata uno dei sistemi migliori per evitare gli scherzi dei folletti!

GAMBASTORTA

Questo folletto bergamasco, che prende il nome dalla sua andatura sbilenca, agiva di notte nascondendo gli oggetti delle belle ragazze, facendo tintinnare i vetri delle case e spostando le tegole sui tetti.

HAUSGEISTER

È il nome di una famiglia di folletti e significa ‘spirito della casa’. Si tratta di folletti domestici altoatesini, occupati a tenere in ordine la casa in cui avevano deciso di abitare. Guai però a non trattarli per il verso giusto! In quel caso si offendevano e ne combinano di cotte e di crude.

INCUBI

Sono i folletti della notte, “specializzati” a disturbare il sonno degli uomini, saltando e ballando sulla loro pancia.

JUFFRI

È un folletto metropolitano, che abitava sotto i marciapiedi, ai margini delle strade, ingozzandosi di uva e mandarini. Quando prendeva di mira un passante, usciva dal suo nascondiglio e cominciava a parlare. Parlando velocissimo, confondeva il passante che perdeva l’orientamento e la cognizione del tempo.

KARKET

Viveva nei dintorni di Biella e di Vercelli, ma non amava mostrarsi agli uomini per via dei piedi a forma di zampa d’anatra di cui si vergognava molto. Soltanto nelle notti di luna piena usciva allo scoperto per danzare sui prati in compagnia dei compagni.

LINCHETTO

È il folletto toscano che in tempo di vendemmia amava nascondersi dentro i tini  e le botti per spaventare gli uomini con la sua vocetta stridula. I vignaioli ricorrevano al suo aiuto quando il vino si trasformava in aceto. Bastava infatti che il folletto facesse il bagno nel  vino andato a male, perché questo tornasse ad essere di ottima qualità.

MAZZAROT DI BOSC

È un folletto ricoperto di pelo rosso, con un paio di zoccolacci ai piedi. Vagava per i boschi, armato di una mazza di legno con la quale colpiva i tronchi d’albero e le pietre per spaventare uomini e animali.

NÖRGEL

Col suo aspetto di vecchietto barbuto, frequentava le valli dell’Alto Adige. Adorava ubriacarsi  nel periodo della vendemmia, sicché era facile incontrarlo addormentato nei pressi delle cantine o delle vigne.

OMETTI

Questa famiglia comprende folletti che somigliano a piccoli uomini. Vivevano sui monti dell’Alto Adige da dove estraevano oro e argento.

PAPÒLO

È il folletto domestico di Massa Carrara, che si insediava tra le travi delle soffitte delle vecchie case di campagna e teneva in ordine le stanze.

QUAGG

Bresciano, è uno dei numerosissimi folletti notturni, con la mania di urlare nelle orecchie di chi se la dormiva beato.

RUREL

È un folletto della valle del fiume Brenta. Oltre ad aiutare i viandanti che si smarrivano lungo i sentieri, tranquillizzava le mucche agitate durante la mungitura.

SALBANELLO

Diffuso in Veneto e in Emilia,  questo folletto ha un testone ricoperto di capelli grigi arruffati, mani e piedi grandi e deformi e un petto puzzolente ricoperto di peli. Aveva la brutta abitudine di andarsene in giro tutto nudo a ipnotizzare gli esseri umani.

TESSITORE DEL MONTE GIOVE

È il folletto che, secondo una leggenda, non ha ancora smesso di filare l’oro, in una grotta all’interno del monte situato nei pressi di Santarcangelo di Romagna.

URU-LU

Un tempo se ne andava a spasso di notte per le strade di Brindisi ed entrava nelle case per strappare le coperte dai letti delle persone addormentate.

VENCO

È un folletto dispettoso che abitava nella zona di Belluno. Durante la notte metteva a soqquadro le case spostando mobili ed oggetti.

YULIN

Con i capelli e la barba bianchi  e il viso tondo tondo solcato di rughe, se ne stava dentro le case, sotto il fuoco del caminetto, cibandosi di burro, cereali e formaggio, che rubava durante la notte. Può considerarsi un folletto utile, poiché si preoccupava di tenere pulita la canna fumaria del caminetto.

ZUERGHIE

Abitante dei boschi della Val Formazza in provincia di Novara, se aveva voglia, aiutava i valligiani nelle loro attività. Il suo passatempo preferito era quello di lanciarsi giù per i declivi innevati dei monti a bordo della sua piccola slitta di legno.

Come avrete notato, bambini, mancano soltanto due lettere dell’alfabeto: W e X. Provateci voi ad inventare un paio di nomi strani da inserire nell’elenco… di sicuro i folletti che già rispondono all’appello non se ne avranno a male!

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Rosalia Mariani

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