Skip to content

Presepe a scuola: cultura o religione?

Presepe nelle scuoleIl periodo natalizio, si presta a mille polemiche. Tra tutte, quella che non avrebbe dovuto trovare sfogo è quella del presepe nelle scuole.

In questo momento storico  il Natale  dovrebbe far emergere i valori più sani o dovrebbe quantomeno ricordarci la nostra identità nazionale, più che religiosa.

Infatti, pare che il presepe sia un fatto religioso per molti, forse perché il nostro è un Paese a prevalenza Cristiano-cattolica, tuttavia non dovrebbe essere inteso in tal senso, né dovrebbe suscitare un senso di offesa o essere percepito come irrispettoso delle diversità razziali che coesistono nella nostra nazione.

Ritengo che il Presepe sia un coacervo di simboli che servano a ricordarci i valori che probabilmente, in una società votata al consumismo sfrenato e bardata di un buonismo stucchevole e fuorviante, si sono andati perdendo.

Il presepe rappresenta  l’unità familiare (famiglia intesa in senso lato, coppie di fatto, amici, compagni e coloro di cui amiamo circondarci), la coesione ed è simbolo di condivisione, di fratellanza, di pace.

Non è un fatto religioso, pertanto non può andare ad offendere quanti appartengono ad una diversa confessione religiosa! Ricordiamo che la nostra Costituzione all’art. 8 sancisce la libertà di confessione e di credo religioso, qualunque esso sia, e tutela le minoranze religiose.

Pertanto da madre, più che da avvocato, ritengo che a Natale, ma come in ogni periodo dell’anno, debba essere allestito un Presepe a scuola come in tutte le nostre case, per ricordarci che in fondo siamo legati dallo stesso sangue, qualunque sia il colore della nostra pelle, o il nostro credo religioso, o la nostra casacca politica.

La scuola, non lo dimentichiamo, insieme alla famiglia, costituisce una delle principali agenzie di socializzazione, pertanto dovrebbe educare i nostri figli alle diversità e a trovare la propria identità attraverso lo sviluppo di una interculturalità che nasce dalle istanze di un Paese che è ormai multietnico, non vietare, bandire o porre veti!

Pertanto, il fatto che la scuola a Natale chiuda per 15 giorni dovrà insegnare ai suoi studenti perché si fa festa e cosa si celebra, dal momento che essa è deputata ad educare le nuove generazioni multietniche anche alla tolleranza delle tradizioni culturali altrui, così come spiegherà perché la Festa dei Lavoratori (pur nata in ambito socialista) ha importanza tale da essere assurta a Festa nazionale.

Ecco perché il Presepe è un fatto culturale, educativo, e di formazione, non confessionale.

Va altresì detto che il Natale è una festa riconosciuta anche dalla Legge della Repubblica n. 260/1949 come festa nazionale, dunque lo Stato laico riconosce  la festività cattolica del natale come sua festa civile.

Buon Natale!

Anche per i Musulmani dunque, il Natale può essere una festa condivisa, poiché anch’essi venerano Maria e considerano Gesù l’ultimo Profeta prima di Maometto.  Vorrei sottolineare  che in diversi Paesi a maggioranza islamica, il Natale è considerato, sia dei cattolici che degli ortodossi, festa nazionale.

Dunque, ritengo  che il Presepe non offenda nessuno, anzi dovrebbe essere considerato uno strumento di integrazione e condivisione, poiché in esso sono rappresentati i valori universali su cui poggia l’intera umanità quali la fratellanza, l’amore, l’accoglienza e l’armonia familiare.

Alessandra

Categorized: Legge
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione