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Comunione o separazione dei beni: scegliere il regime matrimoniale

In un’epoca in cui aumentano le convivenze e le “prove” di matrimonio (leggi i nostri approfondimenti sul matrimonio), dove il precariato domina ogni settore del vivere quotidiano, l’interrogativo più impellente è: comunione o separazione dei beni?

Quando si intraprende il grande passo del matrimonio, assieme all’euforia e l’entusiasmo per l’inizio di una nuova vita, si assiepano mille dubbi che possono accompagnare un simile passo.

Uno dei primi è quello di condividere oltre che lo stesso tetto coniugale anche le proprie sostanze e i propri averi.

Ebbene, è opportuno far chiarezza e sciogliere taluni, non tutti (purtroppo!) i dubbi che accompagnano i futuri sposi.

In costanza di matrimonio, salvo diverso accordo tra i coniugi, il regime patrimoniale stabilito dalla legge è quello della comunione legale dei beni.

Tuttavia, il regime della comunione legale, di comune accordo tra i coniugi, può essere opportunamente derogato al momento della celebrazione del matrimonio, con conseguente annotazione a margine dello stato civile che i coniugi hanno scelto il regime della separazione patrimoniale. Si badi che tale scelta può essere fatta anche successivamente alla celebrazione del matrimonio, con atto avente la forma di atto pubblico (redatto dinanzi ad un notaio).

Rientrano nella comunione tutti quei beni che sono stati acquistati congiuntamente o separatamente dai coniugi dopo il matrimonio, appartenendo in parti uguali al marito ed alla moglie. Dunque, ricadono in comunione:

  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio;
  • le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio (art. 177, 1° co. c.c.);
  • gli utili ed incrementi di azienda di proprietà di uno solo dei coniugi anteriormente al matrimonio, ma gestita da entrambi;
  • i risparmi dei coniugi.

Mentre ne sono esclusi, ai sensi dell’art. 179 c.c. : a) i beni di cui il coniuge era titolare prima del matrimonio; b) i beni acquistati da un coniuge per successione o donazione (salvo non sia espressamente dichiarato che sono attribuiti alla comunione); c) i beni di uso strettamente personale;d)i beni che servono all’esercizio della professione; e)beni ottenuti a titolo di risarcimento danni; f)la pensione per la perdita totale o parziale della capacità lavorativa; g) i beni acquistati con il prezzo del trasferimento di altri beni personali o con il loro scambio, purché espressamente dichiarato.

In alternativa al regime di comunione legale dei beni, la legge permette l’applicazione del regime patrimoniale di separazione. Tale regime patrimoniale deve essere adottato mediante una dichiarazione espressa dei coniugi  durante la celebrazione del matrimonio, o anche successivamente.

Nel caso di separazione legale dei beni, ciascun coniuge rimane titolare esclusivo, non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio, ma anche di quelli conseguiti successivamente.

Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l’amministrazione degli stessi.

Per completezza di trattazione, è doveroso far notare che vi sono altresì forme alternative al regime patrimoniale di comunione e separazione dei beni, quali la comunione convenzionale, che è un accordo esplicito, col quale i coniugi  possono costituire un regime patrimoniale diretto a disciplinare con modalità diverse il regime di comunione previsto e regolamentato dalla legge. Tuttavia con tale accordo i coniugi possono solo ricomprendere nel regime di comunione legale alcuni beni personali non inclusi nella comunione.

Oppure, costituire un Fondo patrimoniale con cui i coniugi, adottano un regime specifico per far fronte esclusivamente alle necessità della famiglia, attraverso un vincolo di destinazione di particolari beni.

Il fondo può essere costituito da entrambi i coniugi, oppure per volontà di uno solo di essi, con atto pubblico. Anche un terzo soggetto può costituire un fondo, con atto pubblico o mediante testamento.

Nel fondo possono rientrare solo beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri, oppure titoli di credito.

La  proprietà e l’amministrazione del fondo sono regolate dalle norme sulla comunione legale dei beni.

Alla prossima, avv. Alessandra Inchingolo

Categorized: Legge
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