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Scuola parentale: cos’è e come fare homeschooling

scuola parentaleNel mio ultimo articolo (BABY GEORGE E LA SCUOLA MONTESSORI: IL ROYAL BABY FREQUENTA UNA CASA DEI BAMBINI), accennavo alla possibilità per i genitori che sono alla ricerca di soluzioni educative che più si adattano alla propria famiglia, di creare la propria realtà scolastica e a tal proposito vorrei approfondire un po’ l’argomento, vedendo assieme quali sono i primi passi da fare in questo senso.

Partiamo però dalle motivazioni: perché andare a cercare una via diversa da quella considerata ‘normale’? In realtà, per molte famiglie la scuola così com’è, rappresenta un dramma quotidiano: figli che la frequentano malvolentieri, con poca voglia di imparare o se ce l’hanno, sono magari frustrati perché non riescono a farlo nei tempi e modi di cui avrebbero bisogno. Studenti che portano a casa ore di compiti per fissare bene in testa informazioni che spesso sono anche inutili e genitori che li devono seguire fino a tarda ora per accertarsi che vengano svolti. Il fatto che la scuola sia sempre ‘datata’: in tanti preferirebbero che venissero forniti strumenti, anziché informazioni preconfezionate che sono valide solo ad oggi; uno studente che ha completato il suo ciclo di studi ha appena finito di acquisire una mole di ‘dati’ che per il suo presente di allora saranno già vecchi. Cosa ben diversa sono gli strumenti (di ricerca, di senso critico, di autocontrollo e potrei continuare…) che gli torneranno utili per tutta la vita.

C’è chi vede nella scuola un esempio di interazione sociale malsano, non solo per le dinamiche competitive che vi si creano, ma anche per quantità e qualità del tempo che i bambini/ragazzi trascorrono assieme.

Le motivazioni quindi sono fra le più svariate, c’è chi ha già intrapreso un percorso scolastico con i propri figli, e ne è scontento, e chi inizia a pensarci già prima di imbarcarsi per questa avventura valutando le opzioni disponibili. Fra queste quella dell’educazione parentale è una scelta che sta facendo presa su molte famiglie, vuoi per mancanza di alternative sul territorio di residenza, vuoi perché si adatta particolarmente bene alla propria visione delle cose.

L’educazione parentale è AMMESSA dalla nostra Costituzione (vedi fra gli altri Art. 111) ma molti confondono l’obbligo di istruzione con l’obbligo di frequentare una scuola. In realtà l’istruzione può avvenire sia in un istituto pubblico, sia privatamente che a casa. Se si decide per queste ultime opzioni, sarà sufficiente comunicare alla Direzione Didattica di propria competenza che si intende ritirare lo studente da scuola per proseguire con l’educazione parentale.

Le opzioni anche in questo caso sono infinite: homeschooling (è il genitore a divenire ‘insegnante’ e lo fa da casa), scuole democratiche, libertarie, di ispirazione steineriana, montessoriana e chi più ne ha più ne metta. Chi non se la sente o non ha la possibilità di fare homeschooling in genere si associa ad altri genitori che hanno una visione simile per delegare l’istruzione dei figli a persone di fiducia, possibilmente formate per questo compito.

Per chi volesse intraprendere questa strada, quali sono i requisiti imprescindibili ? Sicuramente:

  • Un gruppo di genitori che vogliano partecipare al progetto (ovvio…);
  • Locali adatti dove svolgere l’attività di insegnamento (e qui vi consiglio di decidere con largo anticipo che tipo di metodo intendete seguire: una scuola ad indirizzo Montessoriano avrà esigenze particolari, ad esempio) previa autorizzazione al funzionamento rilasciata dal Comune di appartenenza;
  • Un progetto degli ambienti interni ed esterni per avere una visione chiara della loro funzionalità e per preventivare cosa andrà dove. Questo sembra un aspetto superfluo ma è di importanza fondamentale per capire come muoversi. Senza un buon progetto si rischia di spendere molti soldi laddove non era assolutamente necessari e di creare ambienti caotici che non rispondono alle  esigenze del metodo;
  • Se l’obiettivo è quello di una scuola a metodo Montessori, è necessario che la persona prescelta a fare da insegnante abbia seguito un corso di formazione specifico. L’offerta di corsi è attualmente abbastanza ampia e ben distribuita sul territorio, un’occhiata ai siti dell’Opera Nazionale Montessori e della Fondazione Montessori Italia vi può aiutare in tal senso;
  • Un buon commercialista che possa seguirvi passo a passo in questa avventura soprattutto in merito al tipo di personalità giuridica che fa meglio al caso vostro;
  • Tanta voglia di rimboccarsi le maniche per costruire qualcosa di bello in una giungla di ostacoli e critiche, ma con la consapevolezza che state creando le scuole del futuro;
  • E per finire… patti chiari e amicizia lunga! Chiarire da subito ruoli e competenze, pur nella logica di cooperazione che spesso fortunatamente anima chi decide di avviare una scuola parentale, è vitale per garantire un futuro sereno e longevo alla vostra ‘creatura’.

Per approfondimenti ed eventuali consulenze ecco i link alla Fondazione Montessori Italia e all’Opera Nazionale Montessori.

Buona scuola… parentale a tutti!scuola

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La Chizzo

La Chizzo

Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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