Skip to content

L’asilo “balena” a Guastalla (Reggio Emilia): un esempio concreto di architettura sostenibile.

In questo periodo in cui si discute della necessità di intervenire sul vetusto parco edilizio scolastico italiano, di metter in gioco risorse economiche e nuovi metodi di progettazione, voglio soffermarmi su  uno dei progetti più innovativi realizzati ultimamente nel nostro paese: il Nido d’infanzia a Guastalla di Mario Cucinella, un perfetto esempio di architettura sostenibile.

Questa struttura, inaugurata il 19 settembre 2015, sorge nel cuore dell’Emilia sfregiata dal terremoto del 2012. E’ un raro esempio di progettazione accorta e sensibile alle tematiche ambientali, alla “funzione didattica” dei luoghi, con una buona dose di poesia e immaginazione.

Dal punto di vista costruttivo l’edificio è stato concepito come “la balena di Pinocchio” con un susseguirsi di portali in legno lamellare che ricordano l’anatomia interna del grande cetaceo, creando un ambiente fantasioso e stimolante per i bambini. Le ampie vetrate, a bassa trasmittanza, permettono un dialogo tra interno ed esterno, raccolgono luce e diventano occasione di esperienze sensoriali.

Il progettista ha optato per  materiali e soluzioni all’insegna della sostenibilità, quali la geotermia per raffrescamento e riscaldamento, il recupero dell’acqua piovana e  l’installazione di un impianto fotovoltaico per garantire la massima autonomia energetica.

Molto è stato scritto sugli gli aspetti tecnici e costruttivi di questo edificio, ma la vera forza di questo progetto è la nuova concezione degli spazi-scuola: sicuri, perché i genitori vi affidano i propri figli; rispettosi dell’ambiente, perché ormai non ci sono alternative; luoghi dell’immaginario e della creatività.

architettura sostenibile 2

Gli edifici sono sempre una forma di educazione, la scuola a maggior ragione. Quale miglior modo di costruire la coscienza ecologica dei bambini, se non quella di raccontar loro che l’elettricità della loro scuola viene dal sole, che questo scalda anche l’acqua che usano, che quando piove l’acqua viene raccolta e usata per bagnare le piante del loro giardino?

Mario Cucinella, nel progettare questo asilo cerca di porsi in una prospettiva diversa,  immagina di essere alto un metro, di vedere le dimensioni e gli spazi come un bambino.

architettura sostenibile

Cerca di fare tesoro degli insegnamenti di Maria Montessori, don Bosco e il Reggio Children, precursori nell’immaginare modelli educativi, ma anche nel capire la loro ricaduta architettonica. Forti dell’idea che i bambini non debbano stare chiusi in uno spazio, ma debbano “vivere lo spazio”.

Nella fase ideativa sono stati coinvolti anche gli utenti, insegnanti e famiglie, cercando il dialogo tra didattica, esigenze pratiche e architettura, innestando un vero processo di progettazione partecipata.

L’Asilo di Guastalla dimostra che la cultura architettonica non la fanno solo le riviste patinate, i progetti faraonici di Dubai o Los Angeles, gli archistar con i loro progetti autoreferenziali.

“La creatività è un luogo sconosciuto, è una grande risorsa ma se è fine a se stessa diventa stravaganza. L’empatia è l’elemento di unione con le persone e l’ambiente, l’empatia creativa è la creatività che diventa utile.”

Fonte citazione: intervista completa a Mario Cucinella

-M.Cucinella

Articoli correlati

La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione

Comments are closed.