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Riflessi neonatali | Cosa sanno fare i nostri bambini

I nostri bambini nascono e ci sembrano minuscoli, inermi, pressochè immobili e, diciamocelo, sostanzialmente inadatti al mondo che li circonda.

E questo da una parte va bene, perché in noi nasce quell’istinto di protezione che li custodisce e li tutela. Perché che siano indifesi è vero. Ma che non siano in grado di far nulla, vero non lo è.

I neonati sanno fare un sacco di cose. Beh, sono bravissimi a piangere, ad esempio.

E anche se a noi non è che piaccia molto, questo per loro è indispensabile; il loro pianto attiva una risposta fisiologica nella madre, una cascata dello stress che porta alla risposta. Perché i nostri ormoni, neurotrasmettitori e recettori non si sono bene accorti che difficilmente il pianto del nostro bambino attirerà predatori pericolosi. E all’idea della tigre dai denti a sciabola, vi sfido a non sentire forte il richiamo alla risposta.

La nostra risposta, dettata dallo stress, serve a ridurre lo stress del nostro bambino e questo è infinitamente benefico per il suo sviluppo armonico e felice. calmare pianto neonato

Che altro sanno fare i cuccioli d’uomo?

Sanno fare pipì e cacca. Direi fondamentale. A volte con la cacca devono aggiustare un po’ il tiro; ma se diamo loro fiducia, vedrete che diventeranno dei veri campioni. Con la pipì invece sono dei campioni da subito. Possiamo avere i campioni di fontanella (in genere maschi) e campioni di pozzetta (in genere femmine), ma per tutti, il campo preferito è il fasciatoio o la camicia pulita di papà.

Pensate che sia finita qui? Tutt’altro.

I piccolissimi hanno tantissime altre capacità. Alcune sono presenti sin dalla nascita (alcune addirittura PRIMA della nascita), altre sopraggiungono nelle primissime settimane di vita.

Sono i riflessi neonatali o riflessi primordiali, una serie di azioni che il neonato mette in atto in modo automatico in risposta a specifici stimoli. Questi riflessi primordiali sono indispensabili al processo che porta i neonati ad adattarsi all’ambiente extra-uterino così diverso da ciò che conoscono e così ricco di stimoli ai quali fornire una risposta per poter soddisfare i bisogni.

Tipi di riflessi e loro significato

Di riflessi neonatali ne esistono svariati tipi, ognuno con una propria funzione.

Il riflesso di cercamento, il riflesso di suzione ed il riflesso di deglutizione, ad esempio, formano un processo articolato che porta il neonato a potersi nutrire. Con il cercamento, il bambino volge la testa verso lo stimolo che tocca l’angolo della sua bocca, ritirando le labbra e chiudendole intorno all’obiettivo (capezzolo, tettarella, ciuccio o dito…). Il contatto con il palato evoca poi il riflesso di suzione; se la suzione provoca la fuoriuscita di latte, allora anche il riflesso di deglutizione può attivarsi, in quanto questa attivazione origina dal contatto dell’alimento con il palato molle o la faringe. Et voilà, le jeux sont faits.neonato sala parto

Ma non di solo cibo è fatto l’uomo (o il neonato, in questo caso). Ed ecco che uno dei riflessi più conosciuti è funzionale al creare legami tra il neonato ed i suoi caregiver. Si tratta del riflesso di aggrappamento o riflesso di prensione palmare. Se un oggetto dalla forma allungata va a toccare il palmo della mano, le dita del piccolo vi si chiuderanno intorno con un presa piuttosto forte.neonato manina

Un fenomeno di una tenerezza senza tempo che ha commosso e continua a commuovere generazioni di adulti.

Ma la creazione di interazione tra il neonato e l’adulto non è la sola funzione di questo riflesso che appare così semplice. Alla base di questo riflesso, infatti, c’è anche la creazione di uno schema motorio che starà alla base della prensione volontaria che si potrà sviluppare nei mesi a venire.

Il riflesso di prensione palmare non è l’unico riflesso che pare avere lo scopo di gettare i rudimenti per capacità future. Tra questi riflessi troviamo ad esempio il riflesso di marcia automatica, grazie al quale un neonato tenuto in posizione verticale (ben sostenuto per non gravare su piedi e caviglie, mi raccomando) e leggermente reclinata in avanti accennerà una vera e propria camminata alzando e abbassando le gambette in modo alternato.

Che fine fanno i riflessi?

Alcuni di questi riflessi li avrete sicuramente sperimentati e osservati nei vostri figli o nei bambini che vi sia capitato di frequentare. Avrete sicuramente notato che questi riflessi vanno man mano attenuandosi, per poi scomparire. Ogni riflesso primordiale è caratterizzato da una età di insorgenza (che può anche collocarsi nell’età gestazionale) e un’età di scomparsa (alcune settimane o alcuni mesi dopo la nascita).

Ed è estremamente importante che questi riflessi vadano man mano scomparendo; la loro presenza, infatti, è fondamentale nel primo periodo di vita per l’adattamento e la soddisfazione dei bisogni. Ma man mano che il bambino apprende schemi motori volontari, questi riflessi diventano d’intralcio allo sviluppo e all’organizzazione della vita relazionale, affettiva, sensoriale e motoria.

Insomma, come al solito, ogni cosa ha il suo tempo.

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