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La felicità economica |L’ottimizzazione delle risorse alla base della serenità famigliare

In questi ultimi mesi ho trattenuto il respiro, ho cercato di evitare che la mia mente si riempisse di pensieri nebulosi, il mio cuore di paura.

Gli stimoli, affinché ciò accadesse, erano molti: una malattia sconosciuta si è insidiata in moltissime, troppe, famiglie italiane, generando una serie di ripercussioni sul tessuto economico sociale che sono state percepite nell’immediato.

Ciò che è accaduto e sta accadendo ha dato vita alla mia paura più grande: la mancanza di certezze economiche per me e la mia famiglia. Viviamo in un’epoca in cui puoi avere tutto e perderlo nel giro di pochissimo, così velocemente che spesso, quando accade, nemmeno ci si rende conto di come sia stato possibile.

Basta andare in una qualsiasi mensa della Caritas nelle nostre città per renderci conto che non sono frequentate solo da extracomunitari o da persone senza lavoro. Oggi basta anche solo una separazione per far si che il proprio stipendio non sia più sufficiente, basta un incidente e l’impedimento al lavoro per cambiare totalmente il nostro futuro.

Quando siamo giovani pensiamo di avere tutta la vita davanti a noi, pensiamo che al futuro ci penseremo poi. Io sono stata una giovane molto diligente in termini di gestione delle finanze, avevo degli obiettivi da raggiungere: acquistare una prima casa senza mutuo che ci desse la possibilità di costruirci un futuro professionale autonomo e che, negli anni a venire, sarebbe stata la base da cui partire per acquistare una casa più grande.

Avevo avuto un ottimo esempio, nonno Angelo, che sin da piccola mi ripeteva costantemente, ogni qual volta intravvedeva in me una mancanza di rispetto verso il denaro, “Un giorno andrai in giro a raccogliere i centesimi”. Me lo diceva in dialetto brianzolo, e io in questi giorni quella frase me la ripeto tutti i giorni, come un mantra.

Mi ritrovo bambina davanti a quest’omone che risparmiava su tutto, tranne che sul cibo. Le uniche discussioni tra lui e nonna Vittoria, d’altronde, erano proprio sui soldi e sul cibo.

Ho iniziato la mia carriera lavorativa subito dopo il diploma, ormai 27 anni fa ed in questi anni ho assistito ad una drastica evoluzione degli impegni economici delle famiglie.

Oggi l’accesso al credito per acquistare un’auto è la prassi, allora no, acquistiamo anche i cellulari con pagamenti rateizzati, allora è impensabile.

Io e Alessandro abbiamo cercato il più possibile di rimanere fedeli a quel modello economico, abbiamo un mutuo per l’acquisto della prima casa, come avevamo programmato anni fa. Una casa che abbiamo sognato e inseguito per oltre 20 anni e che ora possiamo permetterci, facendo delle scelte. Il nostro introito mensile deve rimanere libero da altri impegni, siamo entrambi lavoratori autonomi, Alessandro da ormai 25 anni, io da 5 anni, per noi non ci sono garanzie, pochissimi ammortizzatori sociali.

Anche se non ci è mai capitato di avere degli stop lavorativi abbiamo sempre pensato che l’incognita potesse arrivare in ogni momento, e in questi mesi è arrivato.

Era fine febbraio quando tutto è iniziato e in quei giorni stavo leggendo “La felicità economica” il libro di Maria Luisa Visione, consulente Finanziaria di banca Widiba .

Il 23 febbraio eravamo ad un pranzo con amici, non appena il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha annunciato la chiusura delle scuole ed il divieto agli eventi con raggruppamenti di persone mi si è figurato davanti agli occhi ciò che poi è accaduto: mesi senza lavoro. Tempo 3 giorni e le cancellazioni degli eventi per il periodo marzo- aprile erano già tutte nella posta in arrivo della mia email.

Ho seguito da subito i consigli di Maria Luisa, ho adottato un approccio pragmatico ed analitico accantonando le emozioni del momento.

1) Ho analizzato il nostro nuovo bilancio famigliare cercando di guardare al lungo periodo:

Le nostre entrate sarebbero cambiate nel giro di poche settimane e per molti mesi. Quando sei un lavoratore autonomo situazioni di crisi economica implicano che ti venga a trovare in situazioni differenti:

      • Clienti insolventi impossibilitati a pagare. Quindi nessuna entrata economica nell’immediato
      • Cancellazione di progetti/commesse che generino introiti nei mesi successivi.
2) Ho operato una spending review, andando a tagliare tutta una serie di costi e spese che in questo momento non possiamo sostenere
3) Ho verificato per quanto tempo i nostri fondi di emergenza potessero venirci in aiuto

Il libro di Maria Luisa mi ha rassicurato molto. io e Alessandro, grazie a Paolo, il nostro consulente finanziario di banca Widiba che ci segue da anni, abbiamo pianificato bene la nostra vita.

Non lo abbiamo fatto sempre e ci sono stati dei momenti nei quali il nostro patrimonio è stato messo a rischio, (se solo ci fosse stato nonno Angelo in quei momenti!). Abbiamo però imparato che non è mai troppo tardi per rimettersi in carreggiata.

Grazie a Paolo e ad un nuovo modo di intendere le nostre risorse economiche  abbiamo agito con responsabilità, trovando tutte queste risorse nel nostro ecosistema Widiba:

  • Abbiamo attivato un’assicurazione di responsabilità civile per l’intero nucleo famigliare mettendo così al sicuro i nostri risparmi da eventuali azioni legali.
  • Abbiamo attivato un’assicurazione sulla vita e in caso di indennità grave per me ed Alessandro consentendo così agli eredi di poter proseguire la propria vita con lo stesso tenore.
  • Abbiamo creato dei PAC, investimenti differenziati, che portano il nome degli obiettivi per cui sono stati creati, tanti vasetti diversi, come vengono ben descritti da Maria Luisa ne “La felicità economica”. economia famigliareOgni vasetto ha un obiettivo differenti in termine temporale (investimenti a breve, medio e lungo termine). Il PAC lungo termine porta il nome mio e di Ale, per quando saremo anziani e vorremo continuare a realizzare i nostri sogni, la pensione, siamo abbastanza certi, non sarà sufficiente. Un altro PAC porta il nome di nostro figlio, Andrea, e dei suoi studi, ogni mese accantoniamo una cifra, ormai da anni, che ci consente di non dover rinunciare a delle scelte per il suo presente e futuro immediato. Un altro PAC porta l’etichetta della nuova auto, per quando l’attuale sarà da cambiare, un altro ancora è la nostra riserva per le emergenze, così abbiamo organizzato la nostra vita in tanti vasetti che ci fanno sentire al sicuro, anche in momenti come questi.

Ho imparato che se non crei questi vasetti quei soldi non li accantoni mai, arrivano sul conto corrente e poi svaniscono finché un giorno ti siedi alla scrivania per fare la tua spending review e ti accorgi che sono andati in cene, in giochi di cui tuo figlio non se ne fa nulla o in un vestito che non indossi da mesi.

“La felicità economica”, da sognatrice quale sono, che non vuole mai dare un prezzo alle cose e alle persone, potrei avvertire questo ossimoro come qualcosa di totalmente stridente, ed invece no, invece dopo quei momenti in cui il mio futuro economico è stato messo a rischio, ho capito che la mia felicità dipende dalla mai stabilità economica e dalla possibilità di garantire un futuro sereno alla mia famiglia.

Barbara

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La Chizzo

La Chizzo

Un caban in cashmere avvolgente e un paio di jeans veloci, un filo di Chanel peonia sulle labbra e Hunter colorati ai piedi.
Sono io, Barbara: una vita a colori e un mix and match di contrasti ai quali non saprei rinunciare!
Un lavoro nel mondo frenetico del digital, fatto di strette di mano e vita mondana, e una casa immersa nella natura e nella pace da condividere con le persone che amo, la mia famiglia. Qui troverai maggiori informazioni su di me

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