Dopo una breve esperienza come giornalista sportiva, una vera e propria full immersion in un mondo parzialmente a me estraneo, con cui mi sono interfacciata nella vita quasi sempre per caso, vorrei evidenziare quanto una donna possa davvero appassionarsi allo sport e in particolare al calcio con una storia che più o meno ci accomuna quasi tutte.

Il calcio e le donne sembrano due rette parallele destinate a non incontrarsi mai.

In realtà, sin da bambina la donna è circondata da uomini che ogni volta che c’è la loro squadra pronta a scendere in campo, affermano: “Oggi ho la partita!” Quasi come se dovessero star loro lì, in panchina o sul terreno di gioco pronti a sudare.

Crescendo per la donna la situazione non cambia, quindi, quando si ritroverà a passare una serata con un gruppo di più di due o tre uomini, sarà inevitabilmente condannata ad ascoltare i discorsi più strampalati su come loro avrebbero scelto un altro 11 titolare, un altro modulo o su quanto sia stato il Dybala di turno nell’effettuare un passaggio.

La donna media poi, quando si fidanza, si ritroverà a conoscere tante cose sul calcio, a giocare al fantacalcio e andrà a guardare le partite della squadra del cuore del proprio uomo.

Inizierà perfino ad appassionarsi, a informarsi, a conoscere le dinamiche del calciomercato. Sarà travolta da un vortice che la condurrà a non cercare più di distaccare il proprio uomo dal calcio; ma non riuscendo a riconoscerlo come la “vera amante” del proprio compagno, inizierà a farselo amico. A familiarizzare con esso.

E scoprirà di amarlo. La triade più comune al mondo e la più bella dell’universo. Tu, lui e la Champions. Il triangolo sul rettangolo di gioco. Boskov una volta ha detto: “Se uomo ama donna più di birra gelata davanti a TV con finale Champions, forse vero amore ma non vero uomo”. Io dico: “Se donna vedere finale di Champions per stare con suo uomo, forse vera donna e vero amore!”

Che tu sia uomo o che sia donna per trovare questo equilibrio davanti a una partita, dovrai giocartela davvero quasi come fosse l’ultimo rigore!

Flavia Todisco