Skip to content

Pro e contro del collutorio per una corretta igiene orale quotidiana

C’è chi lo usa e chi no, ma tutti abbiamo sentito parlare di collutorio almeno una volta nella vita. Conosciamo meglio i suoi pro e contro per una corretta igiene orale quotidiana.

Il collutorio è un prodotto in soluzione, di ausilio ai normali metodi di igiene orale (spazzolino, dentifricio e filo interdentale). Quindi il suo utilizzo non è “obbligatorio” perché ha, sì, dei pro ma anche diversi contro che vanno approfonditi. 

Si può fare una prima distinzione tra:

  • collutori medicati, che vengono venduti in farmacia, senza bisogno di prescrizione medica, e contengono sostanze chimiche a potente azione antibatterica (come i collutori con clorexidina);
  • e collutori cosmetici (più commerciali), che invece vengono venduti liberamente e sono caratterizzati per lo più dalla presenza di fluoro per combattere le carie, e talvolta anche di alcool per migliorare il sapore del prodotto.

La scelta tra questi tipi di collutorio andrebbe guidata dal parere e dai consigli del proprio dentista, perché in alcuni casi si potrebbero verificare effetti collaterali, soprattutto se il prodotto viene utilizzato troppo di frequente e per lunghi periodi. Tuttavia, poiché il collutorio spesso viene scelto autonomamente, è bene conoscere meglio gli ingredienti con cui è composto e i loro effetti positivi e negativi.

Quelli comuni a tutti i collutori sono l’acqua e i dolcificanti acariogeni, come xilitolo (che è anche lievemente antibatterico), sorbitolo, sucralosio e saccarina sodica, oltre a coloranti e conservanti.

Come anticipato, in alcuni casi, è possibile trovare all’interno dei collutori anche una certa quantità di alcool (fino al 20%). L’alcool è una sostanza che può irritare la mucosa orale e, secondo alcuni studi, aumentare il rischio di tumore alla bocca e al cavo orale

Addirittura, se ci si mette alla guida di un veicolo e si viene fermati da una pattuglia di controllo poco dopo aver utilizzato del collutorio con alcool, si potrebbe risultare positivi all’alcool test. Tutte ragioni per evitare l’uso di collutorio a base di alcool.  

Si consiglia quindi di utilizzare i collutori medicati per un periodo limitato (non oltre le 2-3 settimane, massimo 2 volte al giorno) e nel modo corretto (seguendo le istruzioni nel foglio illustrativo) in modo da evitare i possibili effetti indesiderati.

Tra i principali elementi presenti all’interno dei collutori medicati si trova, ad esempio, la sopra citata clorexidina, che pur essendo considerata il miglior agente chimico disinfettante e antiplacca (perfetto contro gonfiore e gengivite) a lungo andare potrebbe:

  • creare resistenza batterica;
  • macchiare i denti (di giallo, marrone o addirittura nero), proprio per il suo effetto battericida. Tornare al naturale colore bianco è però possibile: basta una pulizia dentale professionale. 
  • annullare la percezione del gusto (di cibi e bevande). Per tornare alla normalità basta sospenderne l’uso.
  • portare a: infiammazione delle mucose, lingua patinata, ulcere, gengive bianche.

Altra sostanza altamente antisettica, quasi al pari della clorexidina, e utilizzata in certi collutori medicati è il triclosan. Questo, oltre a qualcuna di quelle già viste, può presentare altre controindicazioni più serie, come irritazione cutanea, convulsioni, insorgenza di tumori. Per questa ragione in alcuni Paesi come l’America è stato bandito.

Vi sono poi i collutori al fluoro (e derivati), usati soprattutto per rimineralizzare i denti (difendendoli dagli acidi prodotti dai batteri della placca) e per prevenire, come anticipato, le carie e anche l’eccessiva sensibilità dentale. Tuttavia, tali prodotti possono causare fluorosi con un paradossale effetto demineralizzante ed erosivo. 

Via libera invece per i collutori:

  • con oli essenziali, come quelli di menta piperita, mentolo, timolo, salvia, limone, anice, cannella e garofano. Nonostante siano leggermente anestetici e un po’ meno antibatterici rispetto agli altri collutori, hanno una grande azione antialitosa e rinfrescante.
  • a base di esetidina, un agente anestetico locale, astringente, antiplacca e deodorante, utilizzato spesso per il trattamento di faringiti, laringiti, gengiviti, stomatiti ulcerose e tonsilliti.

In generale, restano valide le regole di base sul corretto uso del colluttorio:

  • Leggere sempre il bugiardino per avere chiari i tempi d’utilizzo e le dosi giornaliere;
  • Non va assolutamente ingerito. Anzi, va risciacquato bene con acqua più volte per eliminarne ogni residuo;
  • Va tenuto lontano dai bambini al di sotto dei 6 anni di età, che possono utilizzarlo solo in presenza di un adulto.

La lettura di questo articolo, naturalmente, non potrà mai sostituire tutto il bagaglio di conoscenza in materia che può avere solo un dentista (ragion per sarebbe meglio rivolgersi a un professionsita). Ad ogni modo sarà di sicuro utile per far orientare meglio l’acquirente, che in caso contrario potrebbe sentirsi smarrito di fronte alla vasta scelta di collutori che il mercato offre.  

La conoscenza degli ingredienti presenti all’interno del prodotto e dei pro e contro che, di conseguenza, assume il collutorio stesso è, infatti, necessaria per evitare quelli più rischiosi, che magari hanno funzioni che neanche servono a risolvere le proprie esigenze orali nel momento dell’acquisto.

La redazione

Articoli correlati

Categorized: BELLEZZA
Tagged:
La redazione

La redazione

La redazione di Chizzocute è come una famiglia, grande e animata, composta da donne e uomini uniti da ideali di vita sostenibile, che pongono le relazioni umane al centro delle proprie scelte, consapevoli che tutti noi “siamo frutto della nostra famiglia”.

All posts by La redazione